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Montaretto Liguria - La Notte sull'Isola

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La Notte sull'Isola - Locazione turistica a Montaretto, Bonassola


"La Notte sull'Isola"  

  Appartamento vista mare vicino alle Cinque Terre   
Relax, natura e tranquillità a Montaretto, Bonassola.
 CIR: 011005-LT-0303 - CIN: IT011005C2J2XBPMQ7    














"Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra,
d'acqua marina, di alghe."  
(Pablo Neruda
La Notte sull'Isola)  









Controlla la disponibilità

Montaretto · Liguria · Cinque Terre
Il tuo rifugio in Liguria,
tra il mare e le Cinque Terre

Un appartamento accogliente immerso nel silenzio della natura, con vista sul mare e a pochi minuti dalle Cinque Terre.
Perfetto per chi cerca una vacanza autentica, lontano dal turismo di massa, ma vicino ai luoghi più belli della Liguria.
Qui puoi rallentare, respirare e goderti ogni momento.

Montaretto si trova a circa 300 metri sul livello del mare,
È circondato da vigneti, uliveti, boschi di lecci e pini marittimi, con una vista spettacolare sul Golfo di Genova, che si estende dalle isole di Gorgona e Capraia fino al Monviso.
Percorrete sentieri mozzafiato .
Godetevi le vicine spiagge per nuotare e praticare sport acquatici.
Passeggiate per le stradine strette e tortuose e ammirate le case colorate.
Rilassatevi in ​​un ambiente sereno, lontano dalla vita cittadina.
Godetevi l'atmosfera romantica, che si tratti di una passeggiata al tramonto o di un pasto in una trattoria locale.


Recensioni dei clienti



Dove si trova Montaretto

Montaretto è un borgo autentico sospeso tra il verde delle colline liguri e il blu del Mar Ligure, a 300 metri sul livello del mare. Dalla sua posizione privilegiata la vista spazia dal Golfo di Genova fino alle isole di Gorgona e Capraia, e nelle giornate limpide si scorge persino la Corsica e il Monviso.
Il borgo si trova a pochi minuti dalle Cinque Terre e a breve distanza dalle stazioni ferroviarie di Levanto, Bonassola e Framura, raggiungibili in auto, autobus o a piedi lungo sentieri panoramici.

Come arrivare
In treno — Le stazioni più vicine sono Bonassola (15 min), Framura (15 min) e Levanto (15 min), tutte sulla linea Genova–La Spezia. Da giugno a settembre un servizio bus collega Bonassola direttamente a Montaretto.
In auto — Autostrada A12, uscita Deiva Marina. Parcheggio pubblico gratuito nel paese.
A piedi — Montaretto è raggiungibile a piedi da Bonassola (2 km, 30 min).

Le spiagge più vicine
Le spiagge di Bonassola, Levanto e Framura distano solo pochi chilometri. Potrete scegliere tra stabilimenti attrezzati o avventurarvi alla scoperta di calette incontaminate tra le rocce, perfette per nuotare e fare snorkeling in acque cristalline. Per i più dinamici è possibile noleggiare kayak e barche per esplorare la costa da una prospettiva privilegiata.
La cala Scà, raggiungibile in 20 minuti a piedi da Montaretto, è uno degli angoli più selvaggi e suggestivi della zona — un piccolo paradiso nascosto tra pini marittimi e rocce rosse.

Servizi a Montaretto
Nel borgo troverete tutto il necessario per un soggiorno sereno:
— Ristorante tipico ligure
— Due bar con terrazza panoramica
— Minimarket per la spesa quotidiana
— Parcheggio pubblico gratuito
— Bus per Bonassola (giugno–settembre)
— Casa del Popolo,  storico punto di ritrovo culturale e sociale.

Tramonti, brezza marina e relax
Com'era

"Il borgo di Montaretto, propriamente detto, era di per sé una specie di fortezza, perché le case erano costruite in modo tale da non avere alcun accesso all'esterno e si doveva entrare attraverso una delle due porte che aveva, di cui rimangono vestigia ancora oggi. Queste porte venivano chiuse alla vista del pericolo ed erano dotate di feritoie e merli, dai quali gli abitanti potevano opporre una forte resistenza e difendersi.
Si dice anche che per respingere gli invasori, la prima persona che avvistava i pirati dalle colline e dai monti dava un avviso concertato, e in quel momento l'intera popolazione si sollevava in armi. Solo talvolta, con quell'atteggiamento minaccioso, intimidivano e mettevano in fuga gli aggressori, che in piccoli numeri si avvicinavano a quei luoghi solo per saccheggiare, e fuggivano anch'essi, riuscendo nel loro piano con il primo bottino sulle loro navi.
La popolazione di Montaretto, presa separatamente dal quartiere di San Giorgio secondo i precisi registri dei censimenti. A quel tempo, contava circa 360 o 350 anime, e quella di San Giorgio superava le 340/350 anime.”
(Giovanni Bono 1862)


Montaretto · Liguria · Cinque Terre
La notte sull'isola - l'alloggio

Situato nel centro storico di Montaretto, dispone di un giardino e di una terrazza con vista sul mare. Nelle giornate limpide, è possibile ammirare il Monviso, le Alpi Liguri e la Corsica.
Il piano superiore può ospitare fino a 5 persone, con due letti matrimoniali e un letto singolo, un bagno privato e un bagno sulla terrazza.
Il piano inferiore può ospitare fino a due persone, con accesso al giardino e bagno privato.

Il Terrazzo: l’emozione di un aperitivo al tramonto sospeso tra il blu del cielo e quello del mare. Un rifugio accogliente e luminoso, per chi vuole staccare la spina. È la base perfetta per esplorare i sentieri della Riviera Ligure o per godersi il silenzio delle serate in collina dopo una giornata passata nelle acque di Framura o Bonassola. free Wi-Fi, Terrazzo panoramico privato, ingresso indipendente.

Il Giardino è un’oasi di pace immersa tra i profumi dei limoni e la tranquillità degli ulivi secolari.
Ideale per chi ama la natura, l'alloggio offre la possibilità di pranzare all'aperto circondati dal verde, godendosi il silenzio interrotto solo dal suono della natura. È la soluzione perfetta per chi desidera il mare di Bonassola durante il giorno e un rifugio rigenerante e profumato per la sera.


Punta Marmi, un'antica cava di marmo dove è possibile nuotare e fare snorkeling. Vista dal balcone.
da Framura alle Cinque Terre
Molti sentieri da percorrere
tra il mare e i boschi

Trail # 660 (10min)
da Montaretto al Salice, vista panoramica

Trail # 663C (15min)
da Montaretto alla valle dei mulini.
Antichi mulini ristrutturati e vista della Torre degli Ardoino.

Trail # 663 (15min)
dalla Valle dei Mulini a Bonassola.

Trail # 661 (30min)
da Montaretto al Salto della Lepre, vista panoramica

Trail # 661C (5 min)
dal sentiero SVA allo Sca'. Caletta dove fare il bagno.
Scarpe da trekking.

Trail SVA
Sentiero verde azzurro da Bonassola a Framura. Viste Panoramiche.

Pista ciclabile Maremonti da Levanto a Framura
Una stupenda pista ciclabile alla porte delle Cinque Terre in Liguria, una ghiottoneria per gli amanti della bici e del mare. E' un itinerario da percorrere
lentamente, con tranquillità, per assaporare i profumi delle pinete e degli eucalipti circostanti, e ascoltare il suono del mare cristallino. Il tratto più
suggestivo è quello tra Framura e Bonassola.


distanze
- Bonassola, 15 minutI (sentieri, bus, macchina);
- Framura, 15 min. (sentieri, bus, macchina);
- Levanto 15 min. (sentieri, bus, macchina);
- Cinque Terre 40 min.(sentieri, treno, macchina) ;
- Portovenere 40 min (barca);
- Portofino 40 min (barca);
- Sestri Levante 40 min (macchina, treno);
- Camogli 40 min (macchina, treno);
- Val di Vara 30 min (macchina);
- Lunigiana 50 min (macchina);
- Pisa 1 h 30 min (macchina, treno);
- Genova 1h (macchina, treno).
View from Punta Marmi. High on Montaretto Hill and "Night on the Island."
Balcone sul mare
Montaretto, un luogo magico

di Giorgio Pagano,
Sindaco di La Spezia dal 1997 al 2007 (articolo Novembre, 2022)

Montaretto è famoso per due motivi: perché è un "balcone sul mare", un luogo incantevole con viste mozzafiato sulla costa e sulle montagne; e perché ospita la Casa del Popolo, un luogo di ritrovo per l'entusiasmo sociale e politico, noto in tutta Italia.
La Casa del Popolo di Montaretto fu inaugurata alla fine dell'estate del 1970. A Montaretto, gli abitanti avevano già messo in sicurezza, in un'altra impresa epica risalente alla metà degli anni '50, la strada di collegamento con la provinciale per Levanto. Il 21 agosto 1955, il paese si mobilitò e iniziò uno "sciopero alla rovescia". Tutto Montaretto si riversò sul sentiero esistente: mentre gli uomini allargavano la parte bassa con pale e picconi, donne e bambini bloccavano quella alta con pietre. La lotta suscitò scalpore e i lavori iniziarono ai primi di settembre. Tra i leader della rivolta popolare c'era Renato De Franchi, partigiano "Tigre", prima nelle Brigate Gramsci e poi nelle Cento Croci, scomparso pochi giorni fa. Per anni parlò della Resistenza ai bambini di Bonassola. Coraggioso come una tigre, era un uomo gentile e mite. L'idea di costruire la Casa del Popolo nacque nel 1964. La struttura fu costruita da volontari montarettini, a partire dal 1966: il sabato, la domenica e le sere d'estate. Tutto fu finanziato tramite cene e sottoscrizioni popolari. Anche la comunità italiana di Brooklyn contribuì, grazie a un emigrato, De Franchi. Il 1° maggio 1967, mentre i lavori erano in corso, fu organizzato il primo ballo, con la sala gremita. Seguirono feste di raccolta fondi, che culminarono nell'inaugurazione del 1970. Quell'impresa epica aveva molto a che fare con lo spirito del '68: partecipazione, creatività popolare, celebrazione dell'incontro e della convivialità.
Poi tutto cominciò a crescere: da La Spezia, Genova e da tutto il Nord, la gente veniva a Montaretto per ballare, discutere di politica e cultura e gustare ravioli ripieni di carne ed erbe aromatiche. È una storia lunga cinquant'anni, di grande senso civico e passione politica, che ci racconta il desiderio di tante persone di prendere in mano il proprio destino e quello degli altri.
Tutto questo può sembrare ingenuo, ma oggi ne sentiamo la mancanza.
View from Punta Marmi. High on Montaretto Hill and "Night on the Island."
Storie · sentieri
Un'incursione dei pirati saraceni

Trail # 661C
L'incursione di Bonassola del 1560 fu uno degli attacchi più gravi mai avvenuti nella Liguria orientale: il 2 maggio di quell'anno, i pirati turchi saccheggiarono e devastarono i villaggi di Bonassola e Montaretto. Di quel terribile evento restano molti resoconti, tra cui quello del sindaco di Sestri Levante, che scrisse al Senato genovese quello stesso giorno:
"Questa mattina, al levar del sole, dieci navi turche sono sbarcate a Bonassola [...] Le prime sono andate a Montaretto e l'hanno saccheggiata [...] hanno sbarcato un buon numero di turchi che hanno saccheggiato questa parte di Bonassola [...]"
Esiste anche una relazione del sindaco di Framura, da cui dipendeva Bonassola, inviata anch'essa al Senato genovese, in cui si afferma che l'incursione turca provocò distruzioni, furti e la cattura di cinquantatré persone di Bonassola e tredici uomini di Levanto, venuti a prestare soccorso. Ventitré di questi furono riscattati, ovvero dieci di Bonassola e tredici di Levanto; il resto è ancora in mano ai pirati.
Nel 1584, nonostante Bonassola fosse ormai difesa da un castello, il timore delle incursioni musulmane era tale che la chiesa di Santa Caterina rimase senza parroco perché, trovandosi vicina al mare, era un facile bersaglio per i pirati.
Storie · sentieri
La leggenda di Panéa, il drago buono.

Trail # SVA
Seguendo Via Luigi Duina dal molo di Framura, si raggiunge il sentiero che conduce a Punta Marmi. Oltre ai panorami unici e selvaggi, si può ammirare anche la Roccia del Drago Buono.
L'uovo da cui si schiuse Panéa fu trovato in un bosco sopra Montaretto da una donna di Framura che decise di farlo covare da una delle sue galline. Il piccolo nacque nel pollaio e si affezionò teneramente sia alle galline che alla donna. Il resto degli abitanti del villaggio non vide di buon occhio la creatura, forse ricordando le storie ancora in circolazione sul mostro mangia-barche ucciso da San Venerio a Bocca di Magra.
La donna dovette quindi nascondere il piccolo drago fuori dal villaggio e poté fargli visita solo occasionalmente, di nascosto. Un anno, dopo giorni e giorni di forti piogge, il terreno su cui sorgeva Framura divenne instabile. Si formarono delle crepe nel terreno e gli abitanti del villaggio riconobbero immediatamente i segnali premonitori di una frana.
Mentre tutti si precipitavano a salvare i propri averi, la donna corse dal suo drago e spiegò la situazione. Panéa andò a puntellare con il proprio corpo il terrapieno su cui sorgeva il paese, salvando la vita dei suoi abitanti a costo della propria, impossibilitato a muoversi dalla posizione che aveva assunto.
Ancora oggi, chiunque percorra la strada costiera sotto Framura può vedere la roccia di Panéa, il drago buono.

Storie
· sentieri
La caletta dello Scà

Lo Scà — Un crimine di guerra (22 marzo 1944)
A venti minuti da Montaretto, seguendo un sentiero tra i pini marittimi, si raggiunge la cala Scà: una piccola insenatura incastonata tra rocce rosse e un mare color smeraldo. Un luogo di rara bellezza, carico di storia.
Qui sbarcarono i pirati turchi nel 1560. Quattro secoli dopo, durante la Seconda Guerra Mondiale, questa stessa cala divenne teatro di operazioni segrete: partigiani antifascisti, insieme ai servizi segreti britannici e americani, la utilizzarono per liberare prigionieri e infiltrare agenti oltre le linee nemiche.
Una di queste missioni finì in tragedia.
La notte del 22 marzo 1944
Alle 18:00, due motosiluranti della Marina statunitense — la PT210 e la PT214 — salparono da Bastia con a bordo la squadra OG della Ginny Mission II, quindici uomini dell'OSS americano. Giunti al largo della costa ligure alle 22:45, i commando si trasferirono su tre gommoni e remarono verso riva, sbarcando nella cala Scà.
Dalle motosiluranti via radio si sentivano le comunicazioni dei commando sui gommoni. L'ultima, alle 23:15, fu quella di Paul Traficante, che chiamava il compagno: "Vinnie, ti vedo. Aspettami."
Poco dopo, un convoglio di cacciatorpediniere tedeschi si avvicinò a Punta Mesco. La PT210 ingaggiò una manovra diversiva, aprendo il fuoco e poi nascondendosi dietro una cortina fumogena. La PT214 rimase in attesa al largo, motore acceso, cercando invano di stabilire un contatto radio con la squadra a terra. Alle 2:00 di notte, le due imbarcazioni si riunirono a cinque miglia dalla costa: nessun segnale dai commando. All'alba fecero ritorno a Bastia.
Un secondo tentativo di recupero, il 23 marzo, fallì anch'esso.
La cattura
Nel frattempo, i quindici uomini si erano nascosti in una stalla sopra la cala — dove oggi sorge una villa — riuscendo a procurarsi del cibo grazie a Franco Lagaxo, un ragazzo del posto che abitava nella casa in pietra da cui oggi parte il sentiero del Salto della Lepre.
Il giorno seguente, un pescatore scoprì i gommoni abbandonati sugli scogli. I tedeschi circondarono il nascondiglio e catturarono l'intera squadra. Gli uomini furono trasferiti al comando tedesco di La Spezia, interrogati, e poi fucilati ad Amelia.
L'ordine dell'esecuzione fu firmato dal generale Anton Dostler.
Il processo
L'8 ottobre 1945, il generale Dostler fu processato e condannato a morte. Fu l'unico generale nazista condannato a morte in Italia. Gli atti del suo processo furono citati e utilizzati al processo di Norimberga.
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da Montaretto a Riomaggiore · Cinque Terre
La strada del vino Cinque Terre e Levanto

Le Cinque Terre e le Colline di Levanto, definite dai disciplinari di produzione delle DOP "Cinque Terre e Cinque Terre Sciacchetrà" e "Colline di Levanto", ospitano una viticoltura unica, plasmata da terreni scoscesi e accidentati. Molti vigneti si aggrappano a pendii troppo ripidi per essere percorsi da macchinari, accessibili solo a piedi, con pendenze mozzafiato.
Qui, la dedizione dei viticoltori locali, che recuperano piccoli appezzamenti di terreno dall'abbandono, è essenziale per preservare il paesaggio stesso. Nelle Cinque Terre, in particolare, questo delicato equilibrio è mantenuto da antichi terrazzamenti in pietra a secco (muretti a secco), riconosciuti dall'UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità.
Per illustrare il contrasto tra queste due aree vinicole lungo la Riviera Ligure di Levante, si potrebbe dire che nelle Cinque Terre i vigneti precipitano vertiginosamente verso il mare, mentre nelle Colline di Levanto scendono più dolcemente. Incastonate tra cielo, terra e mare, le vigne crescono tra i 50 e i 500 metri sul livello del mare, producendo prevalentemente vitigni a bacca bianca come Bosco, Vermentino e Albarola, assemblati in proporzioni variabili secondo i disciplinari locali. Ma la regione offre anche pregiati vini rossi, ottenuti da uve Sangiovese, Ciliegiolo e Canaiolo.
In questo contesto, la Strada del Vino delle Cinque Terre e dei Colli di Levanto, promossa da produttori, associazioni, consorzi e istituzioni locali, offre un itinerario mappato pensato per far conoscere ai visitatori le cantine della zona. Incoraggia amanti del vino, escursionisti e viaggiatori a rallentare e assaporare un'esperienza più immersiva: interagire con i produttori, partecipare a degustazioni ed esplorare vigneti e cantine con visite guidate. Una vera alternativa al turismo di massa, questo viaggio arricchisce i visitatori di emozioni autentiche e di una comprensione più profonda della storia, della cultura, della bellezza e dei sapori di questi paesaggi straordinari ma fragili. Il nostro vigneto qui sotto in foto e i dintorni.


"Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra,
d’acqua marina, di alghe,
del fondo della tua vita,
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall’aurora,
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda."

- LA NOTTE SULL'ISOLA -
(PABLO NERUDA)

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